Il prezzo della magia
Cosa sei veramente disposto a perdere, cedere o sacrificare per costringere la realtà a piegarsi al tuo intento?
Sui portali aperti al grande pubblico (incluso il mio: www.haimirem.it) è consuetudine, trattare la pratica magica nella sua veste più armonica, legata all’allineamento personale e alla fluidità delle energie quotidiane. In questo spazio voglio prendermi la libertà di affrontare i fondamenti dell’Arte spogliandoli di ogni edulcorazione New Age.
La realtà della magia operativa si fonda su un principio ermetico immutabile: l’Universo non elargisce nulla senza richiedere un’adeguata compensazione. L’idea moderna di un cosmo dispensatore incondizionato di favori, mosso dal solo “pensiero positivo”, è una pericolosa illusione. La magia altera le probabilità, forza il tessuto degli eventi per far accadere ciò che naturalmente non si manifesterebbe. Questa alterazione richiede un “peso” equivalente sull’altro piatto della bilancia. È la legge dello scambio, sulla quale ho ‘speso’ anche diverse pagine sui miei libri rivolti al percorso sinistro.
Oltre le banalizzazioni folcloristiche, il sacrificio occulto è un atto di lucida transazione energetica. Quando si opera per dominare una situazione o attrarre un mutamento significativo, occorre fornire il “carburante” necessario all’intento. Se l’operatore non colma quel vuoto, la forza evocata non produrrà alcun risultato.
Le vie principali attraverso cui si onora questo debito sono tre:
Le risorse della vostra energia vitale: la magia attinge innanzitutto alla forza vitale di chi la pratica. L’uso mirato di fluidi corporei (saliva, respiro, fluidi intimi) per “battezzare” un testimone è la forma più antica di pagamento biologico. Ma il pedaggio si manifesta anche a livello sottile: la profonda spossatezza, fisica e mentale, che segue un rito complesso non è un’anomalia, bensì la naturale ricevuta del ‘dispendio pranico’. Mi soffermo un attimo su quest’ultimo concetto, perchè è molto importane. Con “dispendio pranico” (dal termine sanscrito Prana, che indica l’energia vitale, il “soffio” o la bio-energia che anima il corpo) intendo il consumo letterale e fisico della vostra “batteria” interna durante un atto magico. Se un’operazione non vi costa alcuna fatica, è probabile che non abbiate smosso nulla.
Il Tributo (L’Offerta Materiale): Quando si interagisce con il genius loci Il Tributo (L’Offerta Materiale): Quando si interagisce con il genius loci (il genius loci, letteralmente “lo spirito del luogo”, è un termine che indica, nella stregoneria tradizionale, lo spirito, cosciente, sovrano e territoriale che e governa un determinato spazio fisico. In poche parole il vero padrone di casa) o con le intelligenze elementali, il tributo è d’obbligo. Che si tratti di libagioni, incensi pregiati, o offerte lasciate in luoghi di potere come i crocevia, non parliamo di semplici cortesie, ma di veri e propri veicoli energetici. Richiedere un mutamento importante esige un’offerta proporzionata al risultato atteso.
La rinuncia volontaria (il vuoto deliberato): è forse lo strumento più raffinato. Per far entrare il nuovo, si deve creare un vuoto. Accompagnare un intento magico con una privazione consapevole ( per farvi qualche esempio di può trattare di un digiuno prolungato, il silenzio, l’astensione da un piacere radicato) genera una forte tensione interiore. Quella frustrazione, trattenuta e disciplinata dalla volontà, diventa il fuoco che alimenta e proietta l’incantesimo verso la sua realizzazione.
Il contratto a lungo termine - La devozione come ‘valuta’
L’equazione si fa ancora più complessa quando l’operatore non agisce avvalendosi solo della propria forza, ma invoca l’intercessione di entità esterne: spiriti, antenati o egregori della tradizione.
In questo caso non si tratta più di una transazione singola, ma di una vera e propria alleanza e la valuta, che sostiene e nutre questa alleanza, è la devozione.
Nel contesto esoterico, la devozione non ha alcuna connotazione di sottomissione passiva o rassegnazione religiosa. È disciplina assoluta. È attenzione focalizzata. Queste intelligenze antiche richiedono e si nutrono del tempo e del rispetto a loro dedicati. Il patto devozionale esige costanza ferrea: la cura meticolosa dell’altare, le offerte rinnovate con precisione, le orazioni recitate nei giorni e nelle ore stabilite, indipendentemente dalla stanchezza o dalle distrazioni mondane. Quel tempo, sottratto al rumore del mondo, è energia pura trasferita all’entità.
Molti crolli in ambito magico derivano dalla promessa non mantenuta. Nella disperazione di una crisi, si promettono altari e fedeltà perpetua pur di ottenere un risultato. Una volta che l’entità intercede e la crisi rientra, subentra la dimenticanza. L’altare si impolvera, gli impegni vengono disattesi. Le forze spirituali non inviano moniti: si limitano a ritirare la loro intercessione, destrutturando spesso quanto avevano concesso, per puro riequilibrio. La regola d’oro è ferrea: non promettere mai una devozione che non si è in grado di sostenere negli anni. È infinitamente preferibile un patto a termine, chiaro e onorato (”ti offro questo per tre giorni in cambio di questa apertura”), piuttosto che un giuramento eterno tradito.
Il riequilibrio forzato (l’esazione occulta)
Cosa accade, dunque, quando si pretende di forzare gli eventi senza predisporre un’adeguata compensazione? La Legge dello Scambio interviene in autonomia. L’energia necessaria per manifestare il vostro desiderio verrà prelevata direttamente dalle vostre riserve o dal vostro ambiente, e quasi mai nelle forme che avreste scelto. È il fenomeno che i praticanti inesperti confondono con la “sfortuna post-rituale”. Si ottiene una somma di denaro insperata tramite un rito, ma la settimana successiva si deve affrontare un guasto improvviso di pari valore. Si forza, tramite un legamento, il ritorno di una persona allontanatasi, e contemporaneamente si perde una preziosa opportunità lavorativa o si subisce un crollo inspiegabile della vitalità. Il sistema non vi sta punendo; ha semplicemente riequilibrato la bilancia.
Concludendo
Operare consapevolmente significa assumersi la piena responsabilità delle cause che si mettono in moto. Prima di tracciare un sigillo, prima di pronunciare una formula di potere, la domanda fondamentale a cui rispondere non è “Cosa voglio ottenere?”, ma “Cosa sono disposto a cedere?”. Si, lo so paiono essere parole dure, ma la magia, ai suoi livelli più alti, è l’Arte di chi sa valutare il peso delle proprie ambizioni e possiede la fermezza necessaria per onorare i propri debiti invisibili.


